Progetti

Regina Cely ha lavorato per molti anni come infermiera in ospedale nella città di Paulo Alfonso, dove ha potuto vedere le condizioni disperate di tanti bambini. In seguito è stata incaricata dalla Diocesi per la Pastoral de Criança (pastorale dell'infanzia). Nel 1992 ha promosso la fondazione della Casa della Speranza, centro di accoglienza per il recupero di bambini altamente denutriti; nel 1993 è nata la Casa della Speranza 2 che funge da asilo. In entrambe vengono ospitati sia i bambini abbandonati, sia quelli che restano dalle 7 alle 17 mentre la madri lavorano. A seguito di alcuni gravi danni subiti dalla Casa 2 a causa di un'infiltrazione d'acqua dal sottosuolo, è stato richiesto un contributo per ultimarne la sistemazione.

Sostegno a un corso di alfabetizzazione per donne straniere, nell'ambito delle iniziative formative ed educative, con finalità di inclusione sociale e di aggregazione, promosse dall'ordine dei Padri Maristi nel quartiere del Carmine. Si tratta della creazione di uno spazio tutto al femminile, dove si facilita la partecipazione di donne straniere appartenenti a culture che non consentono loro di condividere spazi e momenti di aggregazione con gli uomini, al di fuori di quelli familiari.

Nel 1999 i padri comboniani hanno aperto due missioni: una a Gordhim e una a Madhol; l'istruzione era diventata un'emergenza primaria. I genitori di circa 300 ragazzi hanno costruito, in materiale locale, le aule scolastiche.

Mustafà Sevdail è un bambino di 5 anni che in Kosovo ha subito, nel febbraio 2001, un gravissimo trauma con emorragia celebrale, a seguito di un incidente stradale. Attraverso la disponibilità di medici dell'università di Brescia, si è riusciti a farlo arrivare in Italia, dove è stato operato nel Gennaio 2002.

Sistemazione di case che accoglieranno ragazzi profughi.

La comunità di Madri Carmelitane Scalze, nel paese di Lircay, si occupa della gente povera del circondario, particolarmente dei bambini. In occasione della festa di Natale, hanno distribuito latte, panettoni e giocattoli per 1.500 bambini "campesinos". Mandacarù ha contribuito al progetto e, parte dei soldi risparmiati, sono stati usati nel 2004 per altre iniziative.

Don Felice Bontempi è sacerdote diocesano originario di Marone (Bs). In Brasile come missionario dal 1977, è parroco nella zona di Pedra Azul dal 1991. Sono state realizzate iniziative importanti, quali la costituzione di una fazenda dove lavorano 50 capi famiglia, acquisto di un terreno per un asilo, completamento di un ospedale, costruzione di un acquedotto; anche Mandacarù ha contribuito ad alcuni di questi progetti. Si è richiesto un sostegno per la realizzazione di un centro professionale sanitario.

L'U.M.M.I., Unione Medico Missionaria Italiana, è un organismo di volontariato internazionale di ispirazione cristiana che, dal 1933, realizza programmi socio-sanitari e di sviluppo nei paesi meno avanzati. Si è richiesto un contributo per un centro di sviluppo di attività sociali presso il Campo "Madre della Speranza", in corso di realizzazione in Angola, presso il Municipio di Kilamba Kiaxi. Nello specifico, il progetto ha previsto la costruzione di case in lamiera per la comunità: 400 persone divise in 80 nuclei familiari, tutti profughi di guerra o mutilati, finora alloggiati in tende.

Richiesta da parte del parroco Don Angelo Nolli, sacerdote originario di Gavardo, missionario in Ecuador per 19 anni, attivo dal 1998 in Brasile a Concençao. Il contributo è stato destinato alla costruzione di una sala polifunzionale nel carcere situato in parrocchia; spazio indispensabile per colloqui settimanali, riunioni, alfabetizzazione e celebrazioni di messe.

La Maternità è un piccolo ospedale situato a Cicero Dantes, cittadina del nord-est del Brasile, nello stato di Bahia, che presta servizio solo a persone molto bisognose. Fino al 1997, l' ospedale è stato seguito da Suor Dolores, missionaria delle Suore Giuseppine di Pinerolo di Torino. Richiamata in Italia per problemi di età, la sua opera continua grazie al direttore dell'ospedale, João Batista de Andreade Souza, che ne ha raccolto lo spirito e l'impegno. In Brasile gli ospedali non forniscono il materiale sanitario. Mandacarù contribuisce dunque all'acquisto di bende, garze, medicinali, ferri chirurgici.

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